Uniamo le lotte, per i diritti di tutte e di tutti!

Chi parla di un sindacato lontano dalla gente, chiuso nei suoi palazzi, dovrebbe trascorrere al nostro fianco anche soltanto una giornata, per capire quanto invece nei territori e nei luoghi di lavoro sia forte la necessità di un sindacato radicato, e quanto di conseguenza, inevitabilmente, la nostra azione sia ogni giorno capillare, vicina al cuore e ai bisogni delle persone che la CGIL organizza e rappresenta.

Una giornata come quella appena trascorsa è la migliore dimostrazione di cosa voglia dire fare il sindacato, oggi, in questa città. Una giornata arricchita della presenza della Segretaria generale, Susanna Camusso, oltre che da uno straordinario dato di partecipazione di lavoratrici e lavoratori. Prima in assemblea con i lavoratori del settore bancario, presso la sede del Monte dei Paschi di Siena, e successivamente, nel tardo pomeriggio, in una Galleria Umberto I gremita dove si sono riuniti i lavoratori della cultura e dello spettacolo. È stato un momento di grande emozione anche per la partecipazione di tanti cittadini, e per lo spettacolo offerto dai musicisti del San Carlo, un omaggio alla città che ci ha ricordato, una volta di più, e proprio all’indomani dell’otto marzo, che lottiamo sempre, sempre, per il pane e per le rose.

Una giornata che conferma ancora di più la lungimiranza dell’intuizione avuta qualche settimana fa, lanciando la campagna per la Carta dei diritti universali del lavoro: un percorso che ci sta permettendo di unire le lotte di tutte e tutti, per costruire insieme una nuova stagione del lavoro e dei diritti. Negli ultimi decenni abbiamo assistito al progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori, accompagnato sul piano ideologico dall’idea che, in tempi di crisi, bastasse conservare il lavoro e uno straccio di stipendio, e che i diritti fossero in fin dei conti negoziabili. Invece non lo sono: non sono negoziabili la dignità e la libertà delle lavoratrici e dei lavoratori! Di tutti, che siano precari o operai, baristi o postini, insegnanti o facchini.

Con la Carta dei diritti universali del lavoro ricostruiremo, insieme a tutti, i diritti di tutti!

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