Piccoli sindacalisti crescono

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Questa storia la voglio proprio raccontare, perché tra le tante ha il gusto della sorpresa, dell’entusiasmo, della soddisfazione.

Ci troviamo ad Afragola, comune dell’Area Metropolitana di Napoli, mentre svolgiamo il sindacato in strada, tra la gente. Con i compagni sto aprendo il gazebo in piazza, quando mi si avvicina un ragazzino, 13/14 anni, non di più. Curioso ci guarda e poi timidamente mi chiede cosa stiamo facendo. Lo osservo e gli rispondo che siamo la Cgil, e gli chiedo se sa cos’è. Mi dice di no. Gli spiego che è un sindacato che difende i diritti dei lavoratori, dei cittadini. Sembra perplesso e gli chiedo se sa cosa sono i diritti. Abbassa gli occhi e mi dice nuovamente di no. Allora gli parlo del diritto alla studio per tutti,  del diritto alla vita, alla libertà, dei diritti sul lavoro, dall’importanza del contratto alla lotta contro lo sfruttamento. Tutto in poche facili frasi. Mi sorride e dice che purtroppo in giro c’è molta ignoranza. Ma gli spiego che l’ignoranza dipende dalla non conoscenza  e noi dobbiamo cercare di informare le persone affinché sappiano. Mi ringrazia, sorride e si allontana.

Nel frattempo abbiamo predisposto il tavolo con volantini, cappellini, termos del caffè, qualche bandiera qui e lì. Mi si avvicina un uomo, abiti e scarpe da lavoro, che mi chiede  se raccogliamo firme. Gli dico che siamo li per parlare ai lavoratori, e anche a lui chiedo se conosce la Cgil. Farfuglia qualcosa, più un mah che un sì. Sto per spiegargli chi siamo quando arriva lui, il ragazzino curioso, che gli dice prima in Italiano che la Cgil è un sindacato che difende i lavoratori e poi va giù in dialetto napoletano dicendo che parla proprio a iss (a lui ) a chi và a faticà, e nun addà esser sfruttato (a chi va a lavorare e non deve essere sfruttato).

Sorrido e lo presento ai compagni. Ci saluta e va via.

Ecco, un momento così non può che rendermi felice, perché  solo se crediamo in ciò che facciamo, lo trasmettiamo con entusiasmo e se impariamo a parlare ai piccoli, forse possiamo sperare in un futuro migliore. Un’utopia? Forse, ma dobbiamo provarci.

di Cinzia Massa, pubblicato su https://cinziamassa.wordpress.com/

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