CONGRESSO STRAORDINARIO CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI NAPOLI: SINTESI PRIMA GIORNATA

"Passato, presente, futuro: sono le chiavi di lettura da scegliere nell'affrontare la discussione in questo Congresso straordinario. E’ necessario trovare un giusto equilibrio fra tutti gli elementi temporali; occorre certo  considerare gli elementi  che hanno determinato la situazione che ha portato al commissariamento e i risultati a cui si è giunti in questi mesi di lavoro, ma su tale elementi deve prevalere la proiezione alle cose da fare, la capacità di progettare, di agire guardando al futuro. Faremmo un drammatico errore se pensassimo che con questo Congresso si chiude solo una parentesi e che il ritorno alla normalità statutaria lasci immutati comportamenti e fattori che in passato hanno condotto alla crisi. Altrettanto inaccettabile sarebbe l'idea che in questi mesi abbiamo risolto tutti i problemi e sciolto tutti i nodi. Questo Congresso non è  un punto di arrivo ma un punto di partenza". Lo ha detto Walter Schiavella, commissario della Cgil partenopea, aprendo al Complesso Universitario di San Giovanni a Teduccio, il congresso straordinario della Camera del lavoro metropolitana di Napoli.
"Lo slogan di questo Congresso, l'ora di Napoli, non è stato scelto - ha chiarito Schiavella - per gioco o a caso. Non lo abbiamo scelto a caso perché a 50 anni dalla morte del maestro Antonio De Curtis, vuole concorrere a ricordarne il contributo alla cultura della città ma soprattutto l'eredità di saperi e competenze che fanno dello spettacolo, del teatro e delle arti napoletane uno dei tesori da valorizzare. Ma soprattutto non lo abbiamo scelto a caso perché siamo intimamente convinti che questa città e la sua area metropolitana stiano vivendo un momento cruciale dal quale dipenderà molto di ciò che potrà accadere in futuro in questo territorio e, conseguentemente, nell'intero Mezzogiorno e in Italia.
Sia a livello economico che sociale e politico, Napoli vive un momento di grande fluidità che evidenzia sia molteplici rischi e criticità, sia altrettante, se non maggiori, opportunità e punti di forza.
A livello economico, la crisi di questo ultimo decennio, ha drammaticamente impoverito il tessuto produttivo aumentando le diseguaglianze, complice anche l'azione combinata di una deregolazione dei mercati che ha penalizzato le imprese sane e avvantaggiato corruzione e illegalità, e di una progressiva riduzione delle protezioni sociali. Gli sporadici segnali positivi non si configurano ancora come elementi di una effettiva ripresa economica. Anzi, se guardiamo in prospettiva il prossimo triennio, le proiezioni indicano il persistere di significative difficoltà.
A livello sociale, gli effetti delle trasformazioni economiche hanno prodotto nuove marginalità e diseguaglianze a cui si aggiungono gli effetti di trasformazioni demografiche spesso frutto anch'esse di processi economici. Quindi non solo il persistere di ancora grandi bacini di disoccupati, ma nuove povertà conseguenza della maggiore precarietà, esplosione di una disoccupazione giovanile causa di un rinnovato flusso migratorio che spesso priva il nostro territorio delle sue migliori intelligenze ed energie e contribuisce all'emergere di un fenomeno radicalmente nuovo che trasforma progressivamente Napoli da città più giovane d'Europa a città nella quale un invecchiamento progressivo della popolazione non è accompagnato da una adeguata trasformazione e potenziamento delle strutture e dei servizi di welfare".

"A Napoli, la prima domanda su cui interrogarsi è - secondo Schiavella - se esiste o no uno spazio per la rappresentanza sociale. Quello spazio non solo esiste ma diventa utile per orientare e incanalare le energie che la città produce solo se occupato con modalità adeguate. Se l'energia che la città esprime è liquida, non serve una diga per arginarla ma tanti bacini e soprattutto una rete di condotte per distribuirla.
Non parlo tanto di una Regione Campania con la quale sembra assente ogni confronto e irrilevante ogni opinione espressa al di fuori dei giochi di potere della politica, quanto del Comune di Napoli che, sui temi della partecipazione ha costruito il suo impianto ideale, salvo poi faticare a trovare strumenti adeguati per esercitare davvero in modo chiaro e funzionale una effettiva partecipazione dei corpi intermedi alle scelte della città.
Sarebbe intanto prioritario che l'amministrazione comunale definisse e attuasse un protocollo di relazioni sindacali nella sua qualità di datore di lavoro diretto di migliaia di dipendenti comunali, evitando così atteggiamenti asimmetrici fra le diverse organizzazioni di rappresentanza che rischiano di determinare vere e proprie limitazioni degli spazi democratici".

"Sul piano più generale - ha aggiunto Schiavella - diventa fondamentale invece definire chiare regole di partecipazione, chiare regole di consultazione e confronto, chiare soggettività negoziali a secondo dei diversi ambiti e dei diversi soggetti su cui si articola la pluralità della rappresentanza sociale, che sostanzino nei fatti la volontà dell'amministrazione di essere una amministrazione partecipata sottraendo il confronto generale, penso ad esempio all'ultimo bilancio comunale, all'episodicità attuale.
Se queste sono le questioni che riguardano l'ambito delle regole entro le quali esplicitare un ruolo generale del sindacato nel contesto metropolitano, ancor più importante diventa definire il campo su cui si gioca la partita della rappresentanza.
Il nostro non vuole essere un progetto di mero decentramento organizzativo, ma un vero progetto di reinsediamento sociale sul territorio metropolitano, nei quartieri e nei vicoli della città, nella complessità della sua articolazione sociale.
Chiediamo con forza quattro cose: un piano di intervento nazionale speciale e straordinario per Napoli, come ritenuto opportuno anche da SVIMEZ nel suo ultimo rapporto; una corretta cooperazione istituzionale fra Regione e Comune metropolitano, superando sterili contrapposizioni nella gestione rapida degli investimenti previsti su Napoli dai Patti per lo sviluppo sottoscritti; la individuazione di una Zona Economica Speciale nell'area Portuale, tanto più ora che siamo in presenza di un positivo piano di rilancio del Porto elaborato dalla nuova presidenza dell'Autorità portuale; l’attivazione della bonifica e del recupero di Bagnoli superando le contrapposizioni istituzionali ma riconoscendo al Comune la titolarità delle scelte urbanistiche.
Nell'immediato, sui Patti già sottoscritti, la sfida è aprire rapidamente i cantieri, farlo con velocità e trasparenza, produrre così lavoro sicuro e regolare per le migliaia di lavoratori edili espulsi dalla crisi e dare risposte al bisogno di infrastrutture, di abitazioni, di risanamento delle periferie e valorizzazione dei centri storici. Abbiamo firmato un’intesa a Marzo con il Sindaco, un’intesa che però da marzo aspetta una risposta certa alla proposta avanzata unitariamente di un protocollo su tempi, modalità e sicurezza sul lavoro.
A proposito di partecipazione e ruolo delle parti sociali è su questo che misureremo davvero le volontà e le coerenze dell'amministrazione comunale".

"Oltre alle infrastrutture materiali - ha detto ancora Schiavella - la nostra città ha però un drammatico bisogno di infrastrutture sociali. La coesione sociale è certamente uno dei fattori produttivi su cui far leva per una nuova fase di crescita dell'area metropolitana. Rispondere ai diritti costituzionali in materia di istruzione, di lotta alla dispersione scolastica, di lotta alle marginalità e alle discriminazioni di genere, di razza, di condizione fisica o sociale, rispondere all'elementare diritto alla salute dei cittadini, in questa ottica diviene quindi un investimento su cui puntare e non una spesa da comprimere.
La battaglia che unitariamente abbiamo cominciato il 1 maggio con la manifestazione di fronte all'ospedale Loreto Mare, è quindi una scelta non episodica o celebrativa ma fondamentale e strategica della Cgil a sostegno di una piattaforma per la legalità, contro la corruzione e la camorra, per la difesa della sanità pubblica attraverso il riequilibrio con il privato, per la stabilizzazione dei precari e per nuove assunzioni, per la reinternalizzazione di alcuni servizi e la trasparenza, moralizzazione e regolarità negli appalti.
Analogo discorso possiamo farlo sul terreno delle politiche sociali dove la scarsità delle risorse, non può divenire un alibi per consolidare modelli gestionali inefficaci a danno della qualità del servizio e dei diritti dei lavoratori impiegati. Si pone poi un tema più ampio circa il ruolo del privato sociale, ruolo certamente importante e meritorio, ma che non può sostituire la sfera dell'intervento pubblico. Occorre chiarire quale è, quindi, la sfera che riserviamo all'intervento pubblico; nel caso del Comune di Napoli, che della difesa di tale sfera ha fatto una bandiera anche nel recente processo di riorganizzazione delle società partecipate nel contesto del quale ha riconfermato anche un suo ruolo diretto in materia con l'operazione di assorbimento di Napoli Sociale, non si capisce la ragione per cui fondamentali servizi per i cittadini quali ad esempio l'assistenza domiciliare ad anziani e portatori di handicap debba essere consegnata alle incertezze di un mercato che, poi, di fatto somiglia più ad un monopolio.
Noi riteniamo che siano maturi i tempi per definire strumenti di riunificazione in un unico organico progetto e nelle conseguenti forme gestionali unitarie il complesso degli interventi in materia sociale su scala metropolitana. Siamo consapevoli dei tempi e delle difficoltà, siamo disponibili a discuterne le forme giuridiche, ma ci piacerebbe sapere da subito se su questo obiettivo di fondo c'è o meno la condivisione dell'amministrazione comunale. Ma non possiamo perdere ne' la storia, ne' il futuro delle nostre produzioni industriali".

"L'assenza di adeguate politiche industriali su scala nazionale - ha concluso Schiavella - non può essere compensata dai soli interventi di industria 4.0. Anzi tale assenza fa della prospettiva della digitalizzazione e robotizzazione delle produzioni un fattore di rischio più che di opportunità per le produzioni del Mezzogiorno se non è accompagnata anche da adeguate azioni di sostegno e da coerenti politiche industriali. Ciò vale anche per FCA e per il futuro di Pomigliano. Non bastano le rassicurazioni di Marchionne o i trionfalismi di molti. Oggi abbiamo solo la certezza che le produzioni attuali verranno spostate in Polonia, la certezza che 500 lavoratori ogni giorno vanno da Pomigliano a Cassino, la certezza che l'impianto non è saturato dalle produzioni. Di fronte a queste certezze abbiamo solo la promessa che a Pomigliano si produrrà un nuovo modello di fascia alta, ma senza sapere come quando e quanto ciò influirà sulla saturazione dell'occupazione e sulle condizioni del lavoro. Se le istituzioni su questo ancora tacciono o minimizzano, noi non potremo tollerare alcun arretramento su quell'insediamento produttivo.
Analogamente, a fronte delle incertezze e delle ambiguità nelle politiche industriali e nelle strategie aziendali, occorre difendere e consolidare le eccellenze produttive di Fincantieri a Castellammare, di Atitech, dell’aerospazio, del settore chimico Farmaceutico, delle Telecomunicazioni a partire da Ericsson.
Un progetto ambizioso e difficile ma da vivere nella consapevolezza che solo con una forte coesione e unità sarà possibile realizzarlo.
L'unità non nega le differenze anzi, essa si nutre di differenze, di pluralismo di idee e progetti.
Unità è pluralismo nel confronto ma sintesi sugli obiettivi che dal confronto scaturiscono; unità è impegno leale per realizzarli; unità è solidarietà nell'affrontare le difficoltà che si incontrano lungo il cammino...
....Unità è comunità di valori e di persone. Su questa comunità potremo fondare il nostro futuro".

"I problemi, le soluzioni e le opportunità che interessano la Campania - ha detto il commissario della Cgil Campania, Giuseppe Spadaro - si intrecciano e si esaltano, nel bene e nel male, con Napoli e con la sua sterminata area metropolitana. Servizi, sanità, trasporti, reti, sostegno all'occupazione, sono temi che cadono in gran parte sotto la programmazione della Regione Campania". "Con palazzo Santa Lucia - ha ricordato Spadaro - per tanto tempo i rapporti sono stati molto difficili, leggevamo un trend nazionale che precludeva al confronto con i sindacati, rendendo praticamente inesistenti le interlocuzioni. Il protocollo di lavoro firmato con il presidente e la giunta regionale, insieme a Cisl e Uil, è molto positivo. Adesso c'è qualche alibi in meno, abbiamo uno strumento in più per incalzare decisioni improrogabili da parte delle istituzioni". "Su sanità e servizi sociali, trasporti e mobilità - ha aggiunto Spadaro - possiamo da subito misurare, con le categorie, le convergenze e i rapporti di forza contrattuali per determinare soluzioni, in primo luogo per i cittadini e poi per le migliaia di lavoratori e lavoratrici, fermo restando che le risorse a disposizione dei servizi primari sono sempre di più intaccate". "Dobbiamo interrompere - ha concluso Spadaro - il balletto che rimpalla le responsabilità tra le varie istituzioni, tra fondi erogati e non ricevuti, gestioni commissariali insufficienti e ancora di più mal sopportate, amministratori di Enti fallimentari e responsabilità nelle designazioni mai sottolineate".
"E' una giornata particolare per la Cgil perché ripartiamo con la più grande Camera del lavoro del Mezzogiorno. Un segnale molto forte, interno all'organizzazione, ma anche esterno, sul ruolo che può giocare non soltanto questa struttura ma anche la sua area urbana, in termini di sviluppo di questo territorio, di sviluppo del Sud, sul quale noi vogliamo scommettere". Lo ha detto Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, concludendo la prima giornata dei lavori del congresso. "Riappropriarci oggi, in termini metaforici, di un pezzo di questa storia, che per un periodo si è sospesa e che adesso riparte, significa - secondo Fracassi - anche ridare vita ad un percorso importante sul versante nazionale. Intendiamo riavviare di nuovo, anche se non abbiamo mai smesso e le condizioni del rapporto con il governo sono state un po' problematiche sui temi del Mezzogiorno, il nostro Laboratorio Sud. Credo che, da questo punto di vista, Napoli possa dare un grande contributo non soltanto in termini di elaborazione, ma anche come sperimentazione di pratiche innovative, nell'iniziativa molto forte che la nostra organizzazione vuole lanciare nel Mezzogiorno".

Nel corso della prima giornata del congresso sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris ed i responsabili provinciali di Cisl e Uil, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati.

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