CITTA’ METROPOLITANE: CONVEGNO A NAPOLI SU RUOLO GRANDI AREE URBANE

"Se misuriamo il terremoto politico del 4 marzo e lo leghiamo agli effetti della distanza della politica 'tradizionale' dai problemi delle persone nelle città, tali distanze sono accresciute dalle grandi differenze fra i centri e le periferie, oltre che dalle difficoltà maggiori di insediamento fisico e di costruzione di un senso di comunità. Tali distanze riguardano anche il sindacato, che nelle città più che altrove, deve avere la capacità di intercettare le dinamiche sociali e deve quindi dotarsi di strumenti di analisi ed intervento adeguati". Lo ha detto il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella, intervenendo al convegno "Città metropolitane: da incompiute a risorse. Il ruolo delle grandi aree urbane nel futuro del paese", promosso dalla Camera del lavoro.
"Diritti e eguaglianza - secondo Schiavella - nelle città presentano problematiche peculiari. Molto spesso, il livello di fruizione concreta di diritti sostanziali in tema di lavoro, istruzione, salute, mobilità traccia il vero confine delle diseguaglianze sociali quasi sempre sovrapponibili a quelle territoriali creando così dinamiche centro/periferia pericolosamente divaricanti. In materia di sviluppo se consideriamo il territorio nelle sue diverse accezioni come ambito fisico, sociale ed economico entro il quale definire politiche di crescita economica e sociale, anche i temi della crescita e della programmazione non possono prescindere dalle città, dalle loro contraddizioni e potenzialità se non altro per mero fatto statistico quantitativo, ma ancor più qualitativo.
"Sul terreno della rappresentanza, i grandi contesti urbani pongono al sindacato sfide nuove ed antiche. Quelle nuove: come rappresentare e contrattare la trasformazione dei lavori nei settori più dinamici e innovativi, come rappresentare e contrattare i nuovi bisogni soggettivi generati dalle trasformazioni sociali, come concorrere a ridefinire gli stessi assetti urbanistici, economici e sociali di città così complesse. Quelle antiche: come interpretare e rispondere ai bisogni generati dal disagio sociale delle periferie, dalla mancanza di lavoro per giovani ad alta scolarizzazione, come difendere i lavoratori dalla crescente precarietà, come difendere gli anziani e i pensionati dall’effetto combinato dell’aumento dei bisogni e della riduzione di servizi sociali e risorse.
Come fare tutto questo in città complesse e spesso enormi in assenza di punti di aggregazione sociale e con un forte pluralismo delle articolate rappresentanze sociali che il dinamismo urbano esprime- ha concluso Schiavella - è una sfida che non può riguardare solo le strutture sindacali interessate ma chiama in causa tutta l’organizzazione, perché è li che si giocano le sfide più importanti. Le soluzioni vanno costruite insieme e senza preconcetti, ma negare l’esistenza dello specifico di una questione metropolitana nella articolazione delle nostre politiche rivendicative e nelle conseguenti scelte organizzative, sarebbe davvero un grave errore".
Nel corso del dibattito, introdotto da Cinzia Massa, della segreteria della Camera del lavoro di Napoli, è stata presentato un report sull'area metropolitana curato da Giovanni De Falco, dell'Ires Campania. Elena Battaglini, ricercatrice della Fondazione Di Vittorio, ha illustrato le Note sullo sviluppo sostenibile. Sono intervenuti Riccardo Realfonso, direttore della Scuola di Gioverno del territorio, Carlo Iannello, dell'Università degli Studi di Napoli, Paolo Berdini, urbanista. Roberto Giovannini de La Stampa ha condotto una tovola rotonda con i segretari generali Cgil di Roma e Lazio, Milano, Napoli e Torino, Michele Azzola, Massimo Bonini, Walter Schiavella, Enrica Valfrè.
“E’ importante partire dalle competenze che devono essere attribuite alle Città Metropolitane - ha detto Rossana Dettori, segretaria nazionale Cgil concludendo il dibattito - ma è soprattutto importante che i sindaci rilancino le politiche e rivendichino rispetto alle Regioni competenze e risorse, altrimenti resta una riforma istituzionale incompiuta. Le Città Metropolitane esistono già in Costituzione, quindi non è un’invenzione. Il problema è come le fai funzionare e come le fai decollare senza creare gerarchie istituzionali, ma in una reciproca collaborazione con la Regione e con gli enti locali”. “Le Città Metropolitana - ha aggiunto Dettori - devono dialogare fra di loro e possono essere un punto importante sulle politiche economiche, sulle politiche sociali, sulle politiche occupazionali, di grande rilancio di tutte le iniziative ma anche di stimolo per le politiche regionali. La cosa essenziale è che siano chiare le competenze, le Regioni decidano di dare gli indirizzi e non di fare le politiche economiche, di amministrazione dando spazio agli enti locali”. “Gestite nella giusta maniera - ha concluso - le Città Metropolitane sono punto di sviluppo economico per tutto il paese”.

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