CANTIERE CHIUSO PER RACKET: CGIL NAPOLI, STOP LAVORI FATTO GRAVISSIMO E INAUDITO

"Lo stop ai lavori del cantiere del Grande Progetto Unesco di Porta Capuana 'imposto' dal racket dalla camorra è un fatto gravissimo e inaudito e può rappresentare un inaccettabile precedente per tutte le altre opere in corso d'opera nella città partenopea". E' quanto si legge in una nota diffusa dalla segreteria della Camera del lavoro metropolitana di Napoli. "Si faccia luce e si individuino immediatamente i responsabili di questo atto criminale - prosegue la nota - che, oltre a colpire l'occupazione degli operai coinvolti, frena il processo di ristrutturazione di siti storici della città, elementi fondamentali per la crescita economica e turistica dell'area metropolitana. Questo ricatto da parte della camorra deve trovare una rapida ed intransigente risposta dello Stato che, in tutte le sue articolazioni, è chiamato ad intervenire in un territorio già attraversato recentemente da episodi che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini". "Al di là della propaganda - conclude la segreteria della Cgil di Napoli - in questa città il segnale è chiaro: la camorra sta rialzando la testa. Vorremmo capire cosa fa il ministro Salvini, impegnato in una infinita campagna elettorale invece di prendere coscienza dell'emergenza sicurezza a Napoli. Si creino subito le condizioni per garantire la ripresa dei lavori alla ditta affidataria, si tutelino gli operai e si mettano in campo tutte le azioni che possano restituire il cantiere alla sua totale operatività".

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