CORONAVIRUS: FP CGIL, LAVORATORI SANITÀ PUBBLICA NON SONO EROI MA VANNO RISPETTATI

  • "Oggi, 14 marzo 2020 alle ore 12.00, a seguito di un appello lanciato sui social per ringraziare gli operatori della sanità pubblica, in tante città italiane moltissimi cittadini hanno manifestato con un applauso e un abbraccio simbolico il loro ringraziamento e la loro solidarietà a chi lavora in prima linea, anche a rischio della propria salute, per prendersi cura dei cittadini affetti dal Sars-CoV-2. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica ringraziano tutti coloro che hanno manifestato la loro vicinanza". E' quanto si legge in una nota diffusa da Giosuè Di Maro, segretario della Fp Cgil Campania e Napoli, responsabile della sanità.
    "Chi lavora in sanità pubblica - sottolinea Di Maro - non vuole essere considerato un eroe, ma vuole essere rispettato per il lavoro che svolge con professionalità e abnegazione. Siamo cittadini che hanno scelto questo lavoro per passione, per prendersi cura dell'altro in un momento di bisogno e fragilità quale è la malattia, per spirito di servizio, per empatia verso i cittadini deboli, per senso di comunità e tutto ciò nel rispetto dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione". "Oggi - aggiunge Di Maro - siamo considerati eroi anche da quanti nel corso di questi anni si sono adoperati con le loro scelte per svilire il lavoro pubblico e attaccare i lavoratori pubblici, da quanti hanno condotto una campagna di delegittimazione per svilire il loro importante ruolo; da quanti in questi anni di ubriacatura neolibetista hanno puntato sulla efficienza e non sulla efficacia della risposta assistenziale, da quanti con le loro politiche di austerità hanno ridotto i finanziamenti al SSN, hanno favorito i privati, hanno tagliato i posti letto per acuti, hanno ridotto il personale, hanno tagliato i fondi alla Università e alla ricerca pubblica, hanno favorito la regionalizzazione della sanità, hanno aumentato le disuguaglianze territoriali, hanno destrutturato e saccheggiato la sanità pubblica e marginalizzato il ruolo dei dipendenti pubblici".
    "In queste settimane di straordinarietà emergenziale - secondo il sindacalista - tutti dovrebbero trarre una importante lezione: bisogna attuare la Costituzione, rendere esigibili i suoi diritti, realizzare i suoi principi, i suoi ideali e non mortificarla declamandola a parole ma svuotandola nei fatti. Oggi i professionisti della sanità sono considerati eroi mentre invece vorremmo essere considerati cittadini che svolgono un ruolo pubblico essenziale per questo paese: "sventurato quel popolo che non ha bisogno di eroi" è la frase che Brecht nella vita di Galileo fa dire al grande scienziato subito dopo l'umiliante abiura difronte al tribunale dell'inquisizione".
    "Qualche altro intellettuale invece - aggiunge - riprendendola ha sostenuto 'povero quel paese che ha bisogno di eroi' perché a suo giudizio i cittadini hanno bisogno di esempi e miti da imitare, fino a quando non diventeranno cittadini maturi tanto da poterne fare a meno. No, non vogliamo essere considerati eroi, ma cittadini consapevoli che svolgono il loro lavoro con amore, dedizione e professionalità nell'interesse della collettività e del bene comune più prezioso il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, equo, solidale e universale. L'emergenza causata dal coronavirus ha disvelato agli occhi dell'opinione pubblica e di quanti non hanno visto o hanno fatto finta di non vedere quanto stava accadendo: 'il re è nudo' ed il sistema è a rischio di implosione per le scelte politiche dell'ultimo ventennio e se ciò non è accaduto è esclusivamente per il senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica".
    "Oggi la straordinarietà dell'evento - conclude Di Maro - impone a tutti di ripensare la modifica del Titolo V della Costituzione con la introduzione della regionalizzazione della sanità, o della sua avvelenata versione di autonomia differenziata, la modifica dell'art.81 della Costituzione con la introduzione del pareggio di bilancio, il processo di aziendalizzazione della sanità, ma anche di rivedere la riorganizzazione complessiva del nostro sistema sanitario. Come FP CGIL Campania ci auguriamo che superata questa fase le misure straordinarie di oggi non siano dimenticate ma dovrebbero essere la norma di domani. Grazie a tutti per la solidarietà dimostrata".

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