Lotta alle diseguaglianze per ripartire dopo la crisi

Il testo completo dell'intervista a Walter Schiavella pubblicata sulle pagine di Repubblica Napoli del 15 luglio 2020.

Lotta alle diseguaglianze ed al divario Nord-Sud, due fattori che la crisi Covid-19 sta accentuando in modo particolare al Sud: “Napoli deve recuperare il suo ruolo di centro propulsore - sottolinea Walter Schiavella, segretario generale della Camera del lavoro metropolitana di Napoli – in grado di mettere in moto i meccanismi di sviluppo per tutto il Mezzogiorno”.

 

La pandemia sta lasciando grossi margini di incertezza:  a Napoli e provincia si registrano in quattro mesi circa 60 mila domande di cassa integrazione, ovvero un ammontare cinque volte superiore a quello di un intero anno normale. “A questi dati, che interessano 150mila lavoratori e indicano in maniera evidente la dimensione dell’emergenza – dice Schiavella – vanno aggiunte le previsioni di tutti quei settori ad oggi non ancora coperti adeguatamente da strumenti di sostegno al reddito, che riguardano la cosiddetta economia informale e irregolare”.

Il riferimento è al terziario, in particolare al turismo e alla cultura, che oggi risentono delle incertezze in quanto maggiormente influenzati da fattori internazionali e dalla perdita di fiducia, oltre che dai limiti imposti alla libera circolazione delle persone. “Questi settori, che in anni recenti hanno compensato la crisi dell’industria – prosegue il segretario generale di CGIL Napoli - spesso hanno prodotto un’occupazione irregolare, alimentando quel circuito di economia parallela che sfugge alla rilevazione. Abbiamo forti preoccupazioni per il prossimo autunno, in quanto la flessione del terziario va a sommarsi con le debolezze preesistenti, ovvero quelle di un sistema produttivo ancora fragile nei suoi settori trainanti, come la filiera dell’automotive e dell’aerospazio, fortemente colpiti dalla pandemia, e con crisi che pesano come macigni, a partire dalla Whirlpool, emblematica dell’atteggiamento delle grandi multinazionali pronte a cogliere i vantaggi localizzativi senza costruire nessun vincolo con il territorio”.

Il sistema produttivo paga l’assenza di strategie di politica industriale nazionale e di una programmazione di medio termine, oltre ad essere caratterizzato da fragilità intrinseche, come nel caso del tessile-abbigliamento, cresciuto in modo disordinato e segnato da un diffuso ricorso al conto-terzismo. Senza interventi decisi di UE, governo e istituzioni locali si rischia l’esplosione sociale. “Da questa crisi – aggiunge Schiavella - emergono con chiarezza le diseguaglianze fra sistemi territoriali e soprattutto un divario Nord-Sud che rischia di aggravarsi ulteriormente. Con le risorse nazionali ed i fondi europei, che saranno disponibili per l’emergenza, vanno ripensati i modelli di sviluppo, ma soprattutto vanno colmate le diseguaglianze territoriali e sociali investendo sui sistemi di welfare e sul ruolo stesso della Pubblica amministrazione, penalizzata al Sud più che al Nord dalla riduzione dei trasferimenti e dal blocco del turn over, dalle carenze di organico, dall’assenza di strategie di programmazione e di integrazione. Le altre priorità di utilizzo dei Fondi Strutturali debbono essere gli investimenti sul potenziamento infrastrutturale e sulla transizione digitale”.

Nel frattempo, la priorità per il sindacato è evitare, attraverso forme di sostegno al reddito, che l’attuale situazione di difficoltà economica e sociale si traduca in eccessive forme di esasperazione. Per questo vanno garantiti la copertura degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti per tutto il 2020. Ma non solo: per il segretario generale di CGIL Napoli i sistemi e le risorse dedicati all’incentivazione delle imprese vanno utilizzati in maniera selettiva, per consentire l’emersione del lavoro irregolare e sostenere i settori strategici per Napoli e il Paese. “Trovo assurdo – continua Schiavella - che nella strategia di velocizzazione della spesa pubblica per le infrastrutture, la semplificazione preveda la cancellazione di strumenti quali il DURC. Va dunque scongiurato il rischio che la crisi sia utilizzata per interventi non di semplificazione ma di deregolazione, a tutto vantaggio dei profitti e non dei salari”.

La sfida per il Paese e per il Mezzogiorno dovrà invece essere quella dell’efficienza dei sistemi territoriali, dalle infrastrutture al credito, alla ricerca, alla formazione: in una realtà, come quella napoletana, tutti questi elementi vanno messi a fattore nel quadro di un progetto unificante. Le aree dove la crisi si è manifestata in modo più marcato e dove più acuta potrebbe manifestarsi la tensione sociale, sono i grandi contesti urbani, che tutte le strategie europee individuano quali poli di elaborazione e realizzazione di processi economici in grado di trainare lo sviluppo di intere comunità regionali e nazionali. “Manca una strategia nazionale delle grandi città – prosegue il segretario di CGIL Napoli - e questo vale maggiormente in una realtà come la nostra dove anche per i conflitti istituzionali manca una centralità della questione metropolitana nella programmazione delle strategie regionali”.

Le città metropolitane devono recuperare un ruolo da protagoniste nell’utilizzo dei fondi comunitari, con un progetto organico per costruire contesti utili ad ottimizzarne gli effetti, soprattutto a Napoli, l’area più importante del Sud che produce più del 50% dell’intero PIL regionale e il 20% di quello del Mezzogiorno, quindi il luogo dove gli interventi possono produrre effetti di scala più ampi, in grado di trainare complessivamente lo sviluppo meridionale.

“Sul piano infrastrutturale occorre dare seguito all’ intesa istituzionale di programma – ricorda Schiavella -  con interventi quali la Napoli-Bari e il completamento della rete metropolitana. Così come vanno colte le opportunità dei grandi spazi di riqualificazione e rigenerazione urbana, da Bagnoli a Napoli Est, in una logica di destinazione che le integri in uno sviluppo organico dell’area metropolitana, che sappia valorizzare le prospettive di una nuova logistica e di una nuova portualità, cogliendo a pieno le opportunità delle Zone economiche speciali, ancora al palo. Una visione, questa, che richiede ruoli e soggetti istituzionali in grado di costruire uno sviluppo organico della città nel contesto regionale. Oggi tutto questo manca, perché le istituzioni hanno compiti sovrapposti e confusi, e va ricostruito un ruolo dei governi di prossimità, a partire da quella della Città Metropolitana, attraverso la partecipazione delle forze sociali, economiche e produttive”.

Questo è il quadro che il sindacato ha sottoposto alla riflessione pubblica con il documento unitario ‘Napoli Domani’, per uno sviluppo in grado di gestire le trasformazioni. A partire da quelle sociali. “Pensiamo alle fragilità sociali – dice il segretario di CGIL Napoli - della condizione degli anziani che richiedono diversa attenzione dalla PA e un nuovo sistema di welfare e quella dei troppi giovani senza lavoro costretti a lasciare la propria terra”.

“Vogliamo utilizzare questo momento di cambiamento, che nasce dall’emergenza – conclude Schiavella - per indirizzare lo sviluppo verso una città solidale, sostenibile, digitale”.

 

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