WHIRLPOOL: CGIL CISL UIL NAPOLI, PRONTI A PROCLAMARE LO SCIOPERO GENERALE PER IL 5 NOVEMBRE

"In attesa del confronto convocato al MISE per il prossimo 22 ottobre, qualora l’azienda non recedesse dai suoi dichiarati intenti di chiusura del sito di Napoli, Cgil Cisl Uil sono pronte alla proclamazione dello sciopero generale per il prossimo 5 novembre (nel rispetto delle modalità previste dalle attuali norme di sicurezza anti-covid) estendendo a tutte le altre categorie produttive, nell'area metropolitana di Napoli, lo sciopero già indetto dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto. Le modalità e le articolazioni dello sciopero e delle iniziative a sostegno saranno affidate all’attivo dei quadri e delegati convocato per il prossimo 27 ottobre. La vertenza Whirpool ha un valore generale per garantire la tenuta dell’occupazione e il futuro produttivo dell’intera area Metropolitana". Lo hanno detto i segretari generali Cgil Cisl Uil, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati nel corso della conferenza stampa convocata dal sindacato in vista dell'incontro decisivo per il destino dello stabilimento di via Argine. "E’ infatti attraverso la mobilitazione e la lotta dei lavoratori della Whirpool e il sostegno di tutta la città, culminata con lo sciopero generale del 31 ottobre 2019, che si è riusciti finora - secondo i tre segretari generali - a rinviare la chiusura e ad aprire una vertenza più ampia sui futuri assetti produttivi complessivi dell’area metropolitana".

"In questo anno che ci separa da quella importante mobilitazione - hanno ricordato Schiavella, Tipaldi e Sgambati - sono accadute molte cose, l’epidemia Covid 19 ha radicalmente cambiato le condizioni di mercato al punto da rendere ancor più incomprensibile la decisione di Whirpool di chiudere il sito. Al tempo stesso, l’epidemia, ha evidenziato la fragilità e la debolezza del nostro modello di sviluppo in particolare nella città e nel Mezzogiorno, dove è parsa evidente la crisi drammatica del settore terziario, turistico, commerciale cresciuto senza strategie. Il complesso di tali situazioni ha creato una grave emergenza sociale che ha determinato gravi conseguenze sia in termini di riduzione del lavoro sia in termini di aggravamento delle diseguaglianze e delle marginalità sociali".

La lotta dei lavoratori della Whirlpool, secondo Cgil Cisl Uil, deve restare legata all'obiettivo più generale "di costruire un progetto organico e unitario per cogliere al meglio l’occasione offerta dai piani di utilizzo del Recovery Fund chiamando quindi anche le Istituzioni locali, in primis Regione e Città Metropolitana, a superare sterili contrapposizioni e inutili protagonismi attraverso una piena e condivisa assunzione delle proprie responsabilità politiche e istituzionali".

"La Whirpool - hanno ribadito Schiavella, Tipaldi e Sgambati - deve rinunciare alla chiusura del sito di Napoli garantendo lavoro e produzione, anche con il sostegno di tutte le Istituzioni, al fine di garantire il futuro produttivo e industriale di Napoli e del Mezzogiorno e diventare il perno su cui costruire un piano unitario di interventi da proporre per l’efficace utilizzo del Recovery Plan". A questo proposito, il sindacato chiede al governo di "prolungare gli strumenti di sostegno al reddito e il blocco dei licenziamenti, destinare almeno il 50% delle risorse al Mezzogiorno, definendo un grande e organico progetto nazionale. Alle Istituzioni il sindacato chiede di riconoscere la centralità di Napoli nella gestione delle risorse a partire dalla sanità (rafforzando la digitalizzazione dei servizi e la rete di medicina territoriale) e dei trasporti.

"La città - secondo Cgil Cisl Uil - ha bisogno di un progetto unificante che tenga insieme i tanti interventi in atto e quelli necessari ma fermi: Bagnoli, Napoli Est, il Centro Storico, gli interventi urbani delle periferie, il futuro dell’area Flegrea e di quella Vesuviana, vanno integrati in una nuova visione della città, capace di evitare che, le specializzazioni necessarie delle sue singole parti, ne determinino separazioni, inefficienze e diseguaglianze". "Nel Piano Nazionale - sottolinea il sindacato vanno inseriti, come parte organica di quel progetto unitario, un piano di bonifica e recupero urbano per Napoli Est, una ridefinizione del perimetro ZES in senso funzionale alla effettiva efficacia e un finanziamento adeguato per favorire le politiche insediative delle imprese nel rispetto della regolamentazione del lavoro, una ridefinizione dei modelli organizzativi e degli ambiti di intervento dei servizi pubblici locali a partire dalle necessarie integrazioni funzionali su scala metropolitana dei servizi di TPL e igiene ambientale e servizi idrici, un piano regolatore delle reti digitali che garantisca l’accesso democratico di tutti i cittadini alla banda larga". Il sindacato, infine, ritiene necessaria la "costruzione di strategie di lungo periodo per qualificare offerta turistica, culturale, commercio e terziario, contestualmente ad interventi immediati a sostegno del settore, a partire dalla tutela per i lavoratori impegnati".

 

Dalla Difesa della Whirpool al Futuro di Napoli

La Piattaforma di CGIL CISL UIL

CGIL CISL UIL di Napoli, nella costante convinzione che la vertenza Whirpool abbia un valore generale per garantire la tenuta dell’occupazione e il futuro produttivo dell’intera area Metropolitana, in queste ore decisive per l’esito della vertenza e in attesa del confronto convocato presso il MISE il prossimo 22.10, qualora l’azienda non recedesse dai sui dichiarati intenti di chiusura del sito di Napoli, sono pronte alla proclamazione dello Sciopero generale con le modalità e i tempi che si riservano di decidere nell’attivo dei quadri e delegati convocato per il prossimo 27.10.2020.

È, infatti, attraverso la mobilitazione e la lotta dei lavoratori della Whirpool e il sostegno di tutta la città culminata con lo sciopero generale del 31.10.2019 che si è riusciti finora a rinviare la chiusura e ad aprire una vertenza più ampia sui futuri assetti produttivi complessivi dell’area metropolitana.

In questo anno che ci separa da quella importante mobilitazione sono accadute molte cose, l’epidemia Covid 19 ha radicalmente cambiato le condizioni di mercato al punto da rendere ancor più incomprensibile la decisione di Whirpool di chiudere un sito, come quello partenopeo, oggi impegnato a rispondere a piena produzione ad una domanda di cui la pandemia ha mutato le caratteristiche.

Al tempo stesso, l’epidemia, ha evidenziato la fragilità e la debolezza del nostro modello di sviluppo in particolare nella città e nel Mezzogiorno, è parsa evidente la crisi drammatica del settore terziario, turistico, commerciale cresciuto senza strategie.

Il complesso di tali situazioni ha creato una grave emergenza sociale che ha determinato gravi conseguenze sia in termini di riduzione del lavoro sia in termini aggravamento delle diseguaglianze e delle marginalità sociali.

Ciò rende ancora attuali gli obiettivi rivendicativi che ponemmo a base dello sciopero generale dello scorso anno.

Oggi, nel momento nel quale il Governo si appresta a varare il piano di spesa per l’utilizzo dei fondi UE del Recovery Fund, CGIL CISL UIL, in coerenza al documento unitario “Napoli Futura” elaborato per definire le strategie di rilancio dopo la pandemia, ritengono fondamentale tenere unita la lotta dei lavoratori della Whirpool con l’obiettivo più generale di costruire un progetto organico e unitario per cogliere al meglio l’occasione offerta dai piani di utilizzo del Recovery Fund chiamando, quindi, anche le Istituzioni locali, in primis Regione e Città Metropolitana, a superare sterili contrapposizioni e inutili protagonismi attraverso una piena e condivisa assunzione delle proprie responsabilità politiche e istituzionali.

 

 

 

Per questo chiediamo a tutte le Istituzioni coinvolte:

  • La Whirpool deve rinunciare alla chiusura del sito di Napoli garantendo lavoro e produzione anche con il sostegno di tutte le Istituzioni al fine di garantire il futuro produttivo e industriale di Napoli e del Mezzogiorno.
  • Per questo la Whirpool diventa il perno su cui costruire un piano unitario di interventi da proporre per l’efficace utilizzo del Recovery Plan e rispetto al quale chiediamo.

Al Governo chiediamo:

  • Prolungare gli strumenti di sostegno al reddito e di blocco dei licenziamenti
  • Destinare almeno il 50% delle risorse al Mezzogiorno
  • Definire per le sue spese un grande e organico progetto Nazionale gestito direttamente

A tutte le Istituzioni chiediamo di riconoscere la centralità di Napoli nella gestione delle risorse a partire da:

  • Sanità:

-  Ospedali

- Medicina Territoriale

- Digitale

 

  • TPL:

               - Costituzione azienda unica con governance condivisa tra i diversi livelli Istituzionali

- Centralità Napoli nell’organizzazione del servizio attraverso la destinazione di almeno il 50% delle risorse da FNT

 

  • Programmare il prossimo ciclo di spesa dei fondi UE 2020/2021 in maniera coerente alla centralità di Napoli e al Piano Nazionale per utilizzo Recovery.

 

  • La città ha bisogno di un progetto unificante che tenga insieme i tanti interventi in atto e quelli necessari ma fermi: Bagnoli, Napoli Est, il Centro Storico, gli interventi urbani delle periferie, il futuro dell’area Flegrea e di quella Vesuviana, vanno integrati in una nuova visione della città, capace di evitare che, le specializzazioni necessarie delle sue singole parti, ne determinino separazioni, inefficienze e diseguaglianze. Napoli è già città policentrica ma ha bisogno di unità e non di separazione a partire dalla costruzione di varie strategie metropolitane con i comuni dell’hinterland. In particolare, nel Piano Nazionale vanno inseriti come parte organica di quel progetto unitario (che deve comprendere la realizzazione e la copertura come risorse ordinarie dell’Intesa interterritoriale per Bagnoli):

 

  1. Un piano di bonifica e recupero urbano per Napoli Est. Quell’area va restituita alla città nelle sue funzioni residenziali, ma soprattutto produttive. Aree industriali bonificate e consegnate alle funzioni produttive compatibili con i contesti urbani. In questo quadro vanno definiti         spazi per la ricerca, il trasferimento tecnologico e le produzioni, aree logistiche integrate a               funzioni abitative e direzionali.

 

  1. Una ridefinizione del perimetro ZES in senso funzionale ad un’effettiva efficacia e un finanziamento adeguato per favorire le politiche insediative delle imprese nel rispetto della regolamentazione del lavoro (vedi prot. CGIL CISL UIL – Unione Industriale Napoli).

 

  1. ridefinire i modelli organizzativi e gli ambiti di intervento dei servizi pubblici locali a partire dalle necessarie integrazioni funzionali su scala metropolitana dei servizi di TPL e igiene ambientale e servizi idrici.

 

  1. Occorre definire un piano regolatore delle reti digitali che garantisca l’accesso democratico di tutti i cittadini alla banda larga e affermare le priorità pubbliche dei dati rivendicando che le istituzioni organizzino le capacità di calcolo in direzione dell’interesse pubblico. La città deve riappropriarsi della capacità di organizzare se stessa e, il digitale, oggi, gliene offre l’opportunità.

 

  1. L’emergenza ha messo in evidenza le fragilità di un sistema economico il cui peso è eccessivamente sbilanciato sul settore terziario, mettiamo in atto due linee di azione parallele e non alternative, bensì complementari in quanto trovano nei saperi, nei contenuti, nelle risorse ambientali, artistiche e culturali di cui la città è ricca, il fertilizzante comune per una crescita armonica e sostenibile.

 

  • La difesa ed il rilancio di produzioni industriali di qualità da Whirpool, a FCA, Fincantieri, Leonardo, alla filiera chimica, tessile e agroalimentare e la definizione di un intervento per le Aree complesse di crisi.
  • La costruzione di strategie di lungo periodo per qualificare offerta turistica, commercio e terziario, contestualmente ad interventi immediati a sostegno del settore a partire dalla tutela per i lavoratori impegnati.

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