Il saluto di Walter Schiavella alla assemblea generale della Camera del lavoro metropolitana di Napoli del 21 dicembre 2020

Il saluto di Walter Schiavella alla assemblea generale della Camera del lavoro metropolitana di Napoli del 21 dicembre 2020

"Care compagne, cari compagni, mi hanno insegnato che momenti come questi non sono vuote ritualità, ma con la celebrazione del rito pagano definito dalle nostre regole statutarie, diamo sostanza concreta alla democrazia della nostra organizzazione. Mi hanno insegnato, quindi, forse perché come dice spesso affettuosamente Rosario Rappa, io e lui siamo sindacalisti del secolo scorso, che in momenti come questi le parole vanno misurate e pesate per non lasciarsi travolgere dalle emozioni e per assumersi sempre e fino in fondo, lasciandone traccia, la responsabilità delle proprie opinioni.

Per questo, oggi come ho fatto in altri momenti analoghi, a costo di aggiungere alla freddezza imposta dagli incontri virtuali che questa pandemia rende necessari la freddezza della lettura di un discorso, consegno il mio saluto a queste, spero poche, ma sentite parole.

Ci sono giorni che attendi con trepidazione e speranza perché in essi si realizzano obiettivi per i quali hai creduto e lottato, ma, spesso, quando quei giorni arrivano davvero, alla soddisfazione si mescola la malinconia per un capitolo che si chiude, per una storia che finisce.

Oggi, per me è uno di quei giorni.

Oggi, con questa assemblea generale e con quella regionale del pomeriggio, si realizza il progetto di integrazione funzionale della Cdlm di Napoli e della Cgil Campania, un progetto che lascia inalterata la struttura statutaria autonoma di entrambi i livelli ma realizza un'unica struttura esecutiva eleggendo un solo segretario generale e una sola segreteria; un progetto che, insieme ai risparmi gestionali potenzialmente ottenibili in termini di centri di costo comuni e di relative economie di scala, amplifica soprattutto la capacità della Cgil di stare in campo in questo delicato momento economico, sociale ed istituzionale della città, della regione e dell'intero Mezzogiorno.

Un progetto nel quale ho sempre creduto, fin da quando nel dicembre 2015 mentre ero ancora segretario generale della Fillea nazionale, quando la Cgil nazionale era prossima alla traumatica decisione di commissariare queste strutture e si vociferava di un mio possibile impegno nelle vesti di commissario, sul terrazzo dell'hotel Terminus in un colloquio con l'allora segretaria generale, insieme alla mia disponibilità espressi anche l'opinione che il dramma del commissariamento fosse almeno utilizzato per avviare un processo di integrazione fra le due strutture. Forse anche per quello arrivai a Napoli, in veste di commissario della Cdlm solo sei mesi più tardi e in quadro completamente diverso. Neanche il congresso straordinario del 2017 riuscì ad affrontare tale questione per le diverse opinioni espresse in materia dalla segreteria nazionale mentre le nostre divisioni resero impossibile farlo nel congresso ordinario del 2018. Quello è stato però il punto di svolta perché, anche grazie alla conclusione unitaria del congresso nazionale e soprattutto al lavoro svolto in tal senso dal nostro segretario generale e dalla segreteria, questo nostro gruppo dirigente territoriale ha saputo ripartire da quelle ferite, curandole con il lavoro, l'impegno e la lealtà, fino a chiuderle definitivamente.

Gli ordini del giorno che i CD metropolitano e Regionale hanno approvato quasi all'unanimità lo scorso 1 dicembre e che hanno approvato il progetto di integrazione che oggi rende possibile quanto questa assemblea generale certamente vorrà fare, sono solo la rappresentazione plastica e potente di un lavoro lungo, paziente, faticoso che, tutti insieme, abbiamo compiuto in questi anni, un lavoro del quale voglio ringraziare tutti, nessuno escluso. E' grazie a questo lavoro, è grazie alla condivisione di tutto ciò con la segreteria nazionale, che oggi possiamo realizzare questo obiettivo. Non ci siamo nascosti obiezioni, riserve o preoccupazioni, ma lo abbiamo fatto con la maturità di un gruppo dirigente che ha rispetto della pluralità delle opinioni ma si assume collettivamente e solidalmente la responsabilità della sintesi.

Senza il vostro impegno, quello di ciascun segretario di categoria, di ciascun delegato, tutto ciò non sarebbe stato possibile; ma soprattutto non sarebbe stato possibile senza la disponibilità all’ascolto, l’impegno, la lealtà e la determinazione di Nicola .

Per questo, sono convinto che questo lavoro sarà in buone mani... per tutto questo considero concluso il mio compito e, come è giusto che sia, faccio un passo indietro e confermo di fronte a questa assemblea le mie dimissioni da segretario generale di questa importante e gloriosa Cdlm. E' un atto non solo doveroso, ma giusto e necessario per dare attuazione e futuro al nostro progetto; è quindi un atto che il dirigente sindacale "del secolo scorso" compie con convinzione e serenità... ma l'essere umani non può mai separarsi dall'essere dirigenti... o almeno, per me questo non è possibile.... Non voglio e non posso quindi non consegnarvi le mie sensazioni profonde nel chiudere questa pagina della mia ormai lunga esperienza nella nostra amata Cgil.

Mi tornano in mente alcuni versi di una canzone di Francesco Guccini... "Ma il tempo chi me lo rende? Chi mi da indietro quelle stagioni... gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, ... la fede ceca in poveri miti?... il tempo stringe la borsa e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa... la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita"...

Provo oggi una profonda emozione nel salutarvi, una forte malinconia nel sapere che non potremo condividere ancora le tante battaglie che abbiamo intrapreso e che ancora stiamo combattendo; provo come sempre ansia di fronte ai nuovi compiti che la Cgil vorrà affidarmi. Provo, però, anche soddisfazione per i risultati raggiunti, per la gioia degli incontri, per la luce ed il colore dei ricordi che in questi anni, intensi, difficili ma belli, si sono accumulati nella mia mente e difficilmente, nonostante l'età che avanza, saranno cancellati.

E' proprio questa profonda e sincera sensazione di un lavoro compiuto che però, alla fine, mi rende sereno e fiducioso che il cammino intrapreso sarà continuato e migliorato.

E' proprio questa sensazione che mi fa dire con convinzione che è questo il giorno giusto, il tempo giusto per fare ciò che stiamo facendo.

Come diceva Napoleone, nelle strategie vincenti contano due fattori: lo spazio ed il tempo, ma mentre lo spazio perso si può recuperare, il tempo no.

Il tempo delle scelte è decisivo. Per noi è questo quello giusto.

E' il tempo giusto perché oggi, a livello finanziario, grazie anche alla valorizzazione e vendita del patrimonio immobiliare e alla solidarietà di tutte le strutture, possiamo intravvedere la fine del percorso di estinzione del debito, ma occorre consolidare in prospettiva un equilibrio finanziario corrente che oggi abbiamo raggiunto ma che è ancora precario.

E' il tempo giusto perché a livello organizzativo abbiamo avviato la fondamentale opera di decentramento e reinsediamento sociale con il progetto approvato lo scorso anno, ma oggi quel progetto va implementato, ampliato integrato riportando ancor più la Cgil nei vicoli e nelle periferie, nei luoghi di lavoro e nei territori.

E' il tempo giusto perché oggi, grazie al lavoro di tutti, abbiamo ricostruito una forte unità e coesione di tutta la Cgil metropolitana e regionale; questa unità è il presupposto fondamentale per affrontare le sfide politiche ed organizzative che attendono la Cgil e per questo è il risultato più prezioso e da preservare... il risultato del quale vado più fiero... perché più coerente con la mia esperienza, con la mia storia, con i miei valori... perché anche negli scontri più duri (e non sono certo mancati), quando nella battaglia politica ci si divide come ci siamo in passato divisi pur costretto a lottare con asprezza, non ho mai assunto la divisione come un orizzonte inevitabile ma  sempre come una ferita seppur esito di una battaglia vinta. Ricordo ancora le poche parole che dissi, fra lo scetticismo diffuso, nel caldo luglio 2016 alla prima riunione dei segretari generali delle categorie... ne conservo ancora gli appunti... "dobbiamo tornare ad essere una comunità"... non so se ci siamo riusciti pienamente, ma oggi ci siamo davvero vicini.

E' quindi oggi il tempo giusto, per affrontare per tempo, alla giusta distanza dagli appuntamenti congressuali, l'avvio di un percorso che possa consolidare questa unità e rafforzare e rinnovare il gruppo dirigente senza traumi e con un progetto condiviso.

E' oggi il tempo giusto perché il nuovo gruppo dirigente che andrete a definire dovrà affrontare sfide importanti sul piano sociale ed economico.

In questi anni abbiamo compiuto un lavoro enorme, spesso oscuro, non sempre efficace; ma certamente abbiamo ricostruito capacità di proposta circa il ruolo della città nelle politiche nazionali e locali, abbiamo realizzato su quelle proposte una forte sintesi unitaria che ha trovato espressione nella piattaforma per lo sviluppo dell'area metropolitana del gennaio 2018 e nei suoi successivi aggiornamenti ed accordi; ma, ancor più, abbiamo realizzato su quelle proposte una importante azione rivendicativa unitaria che ci ha consentito di supportare con questa visione territoriale d'insieme le tante vertenze che questi drammatici anni di crisi ci hanno messo sul cammino, da Almaviva alla Grande Distribuzione, da FCA alla Doria, dalla crisi dei cantieri alla Whirlpool. Proprio i due scioperi generali realizzati ad ottobre 2019 e lo scorso novembre sono la testimonianza più concreta della nostra capacità di interpretare e rappresentare il lavoro come perno essenziale dell'interesse generale nel quadro di politiche di sviluppo, della nostra ricostruita capacità di occupare sia i tavoli negoziali sia le piazze... uno dei ricordi più vivi ed intensi che porterò con me, una delle emozioni più forti che lascerà su di me tracce indelebili è certamente quella che, il 31 ottobre 2019, ho provato nel voltarmi indietro da piazza Borsa e vedere il Rettifilo traboccante delle bandiere del sindacato confederale strette intorno ai lavoratori della Whirlpool.

E proprio questa battaglia, ancora da combattere e vincere, è il simbolo perfetto di ciò che abbiamo fatto e di cui essere orgogliosi e di quanto, molto, resta ancora da fare.

Questo è il tempo di agire nella realizzazione del nostro progetto anche per questo.

Nei prossimi mesi si giocano partite decisive per Napoli, per la Campania, per il Mezzogiorno e per il Paese.

La crisi sanitaria ha allargato le distanze, ha aumentato le diseguaglianze sociali e territoriali, ha accentuato le crisi.

Nel progetto generale di un nuovo modello di sviluppo del Paese, Napoli, la Campania ed il Mezzogiorno debbono essere centrali e protagonisti.

Di fronte ad istituzioni come quelle metropolitane spesso inefficienti, autoreferenziali e per di più prossime ad una importante scadenza elettorale, di fronte ad un governo regionale che interpreta il recente consenso elettorale come una sorta di investitura divina che lo libera da ogni vincolo di confronto con il sindacato, con la stampa, con lo stesso consiglio regionale, da ogni logica e rigore che i ruoli istituzionali imporrebbero, ma che soprattutto considera Napoli come semplice territorio da colonizzare in una visione sbagliata e centralistica dello sviluppo regionale, nei prossimi mesi il ruolo del sindacato sarà fondamentale per chiamare finalmente a responsabilità tutte le istituzioni affinché concorrano ad un progetto di sviluppo organico e sostenibile di Napoli e della Campania.

Questo è quindi il tempo per dare alla Cgil un assetto politico organizzativo che la rafforzi e la metta in grado di affrontare e vincere le sfide future affidandola al lavoro del gruppo dirigente integrato di Napoli e Campania... e quindi, per me, questo è il tempo dei ringraziamenti e dei saluti.

Un Grazie alla Città che mi ha accolto prima con disincanto poi con affetto. Non mi sono mai sentito straniero... qualche volta ho faticato a capirne la filosofia... ma alla fine non è stato un problema perché capisci che non puoi capire perché Napoli, come la vita , è tutto e il contrario di tutto... e allora ti lasci andare al suo abbraccio, un abbraccio che già mi manca.

Un Grazie a tutti voi, delegati, lavoratori, pensionati, grazie del vostro affetto e del vostro impegno. Un Grazie ai segretari di Categoria, ai responsabili territoriali e del sistema servizi, ad ogni funzionario ed operatore dell’INCA, dell’UVL, dell'Ufficio immigrati, del Caaf, per il lavoro che svolgete ogni giorno e senza il quale la Cgil non sarebbe ciò che è.

Un Grazie alla mia segreteria, a Cinzia, Rosalba, Raffaele e Peppe che sempre mi hanno supportato e, certamente, anche se non lo hanno dato a vedere, molte volte sopportato nelle mie frenesie, nelle mie ansie, nei miei errori.

Un Grazie a tutti coloro che, per ruolo e per loro sfortuna, mi sono stati vicino:

Al nostro presidente, al compagno Gigi Nuzzi, una certezza di impegno e rigore... quando arrivai la Cdlm era lui e pochi altri... se un giorno questa Cdlm tornerà ad essere ciò che è stata, a quei pochi compagni potrà essere detto ciò che disse Churchill dopo la battaglia di Inghilterra... "Mai nella storia così tanti dovettero così tanto a tanto pochi".

Un Grazie a Tiziana che, dalla sua stanza di anticamera, ha condiviso con me ansie, gioie, delusioni e paure.

Un Grazie ad Annamaria, al suo scrupolo e rigore, alla sua prodigiosa memoria.

Un Grazie a Carmine, una certezza nei rapporti con i media ma più in generale una guida per la città.

Un Grazie a Giovanni, un amico, un sostegno sicuro e generoso... sempre e senza condizioni.

Un Grazie a tutta la attuale segreteria nazionale della Cgil, ma in particolare a Maurizio ed Ivana per aver creduto e condiviso questo progetto.

Ora non  mi resta che salutarvi e abbracciarvi tutti, purtroppo solo virtualmente.

Vi auguro un futuro di successi.

Per quel che mi riguarda, posso solo dirvi, citando Bruce Springsteen... "I'm alive and coming home"... sono vivo e torno a casa.... la mia casa è certamente sui salienti montuosi dell'antica Preneste ma certamente la mia casa è la nostra Cgil alla quale ho dato tutto e alla quale tutto devo.

Grazie e al lavoro e alla lotta".

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