Un popolo in cammino

Liberiamo Napoli dalle camorre / 21 Luglio Presidio alla Prefettura #UnPopoloinCammino

Giovedì 21 Luglio alle 9:30 saremo in piazza con #UnPopoloinCammino per il presidio alla Prefettura. Rilanciamo il comunicato di #UnPopoloinCammino:   La nostra città sta attraversando un periodo pieno di contraddizioni: da un lato la crescita del turismo, l'immagine internazionale della città, un grande dinamismo di tante realtà sociali e moltissime esperienze di costruzione dal basso che fanno di Napoli un importante laboratorio politico e sociale; dall'altro, però, la realtà di una città schiacciata dal peso della disoccupazione, della dispersione scolastica, della povertà, delle camorre che continuano a fare affari con l'economia legale e illegale, e a mietere vittime, spesso innocenti. Negli ultimi 18 mesi a Napoli ci sono stati settanta omicidi di camorra. Alcune di queste vittime erano innocenti. Genny, Luigi, Maikol, Ciro: quanti dovranno morire ancora, perché le istituzioni e la politica capiscano che bisogna intervenire? Mentre ragioniamo di fondi europei e grandi progetti, per le strade si spara e si muore... Chiediamo alle istituzioni, in particolare al Governo nazionale, di essere all'altezza della risposta che il popolo di Napoli sta dando in questi mesi: Napoli si sta ribellando alle camorre ma non può essere lasciata sola. Il Governo deve stanziare fondi straordinari e strutturali per sconfiggere le camorre. Perché, come diciamo da mesi, le camorre si sconfiggono soprattutto con il lavoro, la scuola e la sicurezza sociale. Giovedì 21 luglio alle 9:30 saremo in presidio davanti alla Prefettura di Napoli per chiedere semplicemente di essere ascoltati: il popolo di Napoli vuole liberarsi dalle camorre, il Governo cosa pensa di fare? Noi abbiamo le nostre proposte e delle richieste precise, costruite in questi mesi di mobilitazione e di partecipazione in decine di riunioni e assemblee. Ci aspettiamo che anche la politica e le istituzioni avvertano lo stesso senso di urgenza che avvertiamo noi: c'è una generazione di questa città che sta morendo, schiacciata tra le camorre e lo sfruttamento. Bisogna fare presto! https://www.facebook.com/events/245550315832182/ Per info popolo.cammino@gmail.com
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Comunicato stampa #UnPopoloinCammino

Rilanciamo il comunicato stampa di #UnPopoloinCammino: COMUNICATO STAMPA #UnPopoloinCammino | 29 giugno 2016 Ieri sera (martedì 28 giugno) ci siamo riuniti con un ‪#‎UnPopoloinCammino al Lotto O, quartiere Ponticelli, dove poco tempo fa venne ucciso Ciro Colonna, l’ennesima vittima innocente della guerra di camorra che da mesi sta insanguinando la nostra città. Ucciso a pochi passi da casa sua, senza motivo, senza un perché, mentre stava aspettando un amico. Pochi giorni dopo la sua morte ci ritrovammo proprio in quelle strade insieme a centinaia e centinaia di persone per ricordare Ciro, per onorare la sua memoria ma anche per dire, da subito, che quella morte non doveva passare inosservata. La memoria di Ciro deve diventare impegno, e il dolore che ci portiamo dentro lo dobbiamo restituire alla nostra città in forma di amore, di cambiamento, di bellezza. Ieri alla riunione erano presenti la madre e il padre di Ciro: non lo nascondiamo, accanto a loro ci siamo sentiti piccoli piccoli, perché queste persone sono straordinarie, è straordinaria la loro forza, è straordinario il coraggio che stanno dimostrando. Forse è impossibile immaginare cosa voglia dire perdere un figlio di diciassette anni così, sparato sotto casa senza alcuna ragione… Un dolore di fronte al quale si potrebbe correre il rischio di restare muti, inermi… E invece la mamma e il papà di Ciro vogliono che la memoria del loro figlio resti viva nell’impegno, nella testimonianza, nel cambiamento… La loro forza di fronte al dolore ci investe di una responsabilità enorme, la responsabilità di provare davvero a cambiare le cose. Restiamo convinti che la strada che abbiamo indicato in questi mesi sia quella giusta: a Napoli la camorra si sconfigge con il lavoro, la scuola e la sicurezza sociale. Non deve accadere mai più che un ragazzo di diciassette anni muoia così, bisogna fermare questa scia di lutti atroci, intollerabili, che da mesi sta attraversando la nostra città. Abbiamo detto sin dal primo istante che Ciro era innocente, ma dei colpevoli in questa storia esistono, queste morti hanno dei colpevoli. Colpevoli sono le mani che hanno sparato. Ma colpevoli sono anche le mani che dovevano agire, in questi anni, in questi decenni, e non lo hanno fatto: perché ci sono buchi neri di questa città dove non ci sono spazi di aggregazione, non c’è lavoro e quello che c’è è sfruttato e sottopagato, non ci sono politiche sociali, non c’è niente di niente, alle superiori molti smettono di andare a scuola. E non si può continuare a trattare questa situazione come fosse ordinaria: non c’è nulla di ordinario, se negli ultimi 18 mesi oltre 70 persone sono morte per le strade di questa città. Dove sta il presidente del consiglio? Dove sono i ministri? Dove i parlamentari campani? Li abbiamo visti solo per fare qualche promessa in campagna elettorale, e poi sono scomparsi. La morte di Ciro loro se la portano sulla coscienza, le loro mani sono sporche di sangue quanto quelle degli assassini. A Napoli servono subito interventi straordinari e strutturali per il lavoro, la scuola e la sicurezza sociale. Chiediamo al governo nazionale di provare a essere almeno un po’ all’altezza del popolo che vive in questa città, un popolo che è fatto di persone come i genitori di Ciro, e come gli altri e le altre che oggi erano alla riunione a Ponticelli, come le migliaia che in questi mesi abbiamo incontrato tra assemblee e manifestazioni. Un popolo che da mesi si è messo in cammino e sta provando a scrivere una storia nuova. Al Lotto O c’è tanta, tanta voglia di cambiamento e di riscatto. È una voglia di cambiamento che sta crescendo e che vincerà, e che presto si prenderà già la sua piccola rivincita. Non lontano da dove Ciro è stato ucciso, c’è un campetto di calcio che versa in uno stato di abbandono, senza reti, senza porte. Venerdì 8 e sabato 9 luglio gli amici di Ciro, la sua famiglia, le cittadine e i cittadini del Lotto O si riapproprieranno di quel campetto, lo aggiusteremo insieme, costruiremo le porte, sistemeremo le reti, pianteremo degli alberi nelle zone circostanti, realizzeremo un murales, e questo lavoro lo dedicheremo alla memoria di Ciro Colonna. Da lì lanceremo anche un percorso di partecipazione di tutto il quartiere per costruire, partendo dal basso, le proposte e le rivendicazioni che faremo alle istituzioni. #UnPopoloinCammino
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Straordinaria manifestazione del 21 marzo a Napoli

Stamattina a Napoli quarantamila persone sono scese in piazza per la manifestazione del 21 marzo, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Una manifestazione straordinaria per partecipazione e per la bellissima presenza di decine di scuole, arrivate da ogni parte della provincia per partecipare alla marcia che è partita alle 9 da piazza del Plebiscito, proprio lì dove il 5 dicembre era terminato il corteo di #UnPopoloinCammino. Un 21 marzo che quindi ha raccolto il testimone del corteo del 5 dicembre, per proseguire la marcia verso il lungomare e la Rotonda Diaz, dove sono stati letti i nomi delle oltre mille vittime innocenti delle mafie. Una manifestazione bellissima che dimostra ancora una volta che Napoli sta reagendo alla prepotenza delle camorre: una reazione che stiamo vedendo da mesi e che, però, trova ancora poche risposte e poco supporto da parte delle istituzioni. Il cammino proseguirà nelle prossime settimane, quando #UnPopoloinCammino, la rete composta dalla CGIL, da Libera, dalle parrocchie napoletane, dalle associazioni degli studenti e da movimenti e centri sociali della città rilancerà nuovi appuntamenti di mobilitazione per continuare a dire con forza che le camorre si possono sconfiggere se vengono combattute sul piano economico e sociale, con il lavoro, la scuola, il contrasto alla dispersione scolastica e la sicurezza sociale. Podcast diretta su RadioArticolo1 L'elenco delle vittime innocenti delle mafie  
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In memoria del compagno Placido Rizzotto

Placido era un nostro compagno e la mafia ce lo ha ammazzato. Lui, come tanti altri, ha pagato con la vita il suo impegno per i diritti, per il lavoro, per la dignità dei contadini. Placido venne ucciso il 10 marzo del 1948 per il suo impegno a favore del movimento contadino per l'occupazione delle terre. Ma anche se lo hanno ammazzato, Placido vive ogni giorno accanto a noi, vive nelle nostre lotte, vive nel nostro impegno quotidiano contro le mafie e le camorre, contro chi uccide e chi sfrutta. Placido è ancora al nostro fianco, nella lotta per la dignità del lavoro e per i diritti dei lavoratori. Il 21 marzo saremo in piazza a Napoli, come in tutte le piazze d'Italia, per ricordare Placido e tutte le vittime innocenti delle mafie, e per proseguire attraverso la memoria il loro impegno. Una breve biografia di Placido Rizzotto Le attività dell'Osservatorio "Placido Rizzotto" contro il caporalato
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#UnPopoloinCammino incontra il Prefetto di Napoli

Le Istituzioni sono lente, mentre purtroppo le camorre vanno veloci. “ci sembra che l’approccio del Governo sia stato in questi mesi di carattere ordinario, mentre a nostro avviso andrebbe riconosciuta la straordinarietà della crisi sociale che sta investendo Napoli, che richiederebbe di conseguenza interventi strutturali altrettanto straordinari.” Oggi venerdì 19 febbraio ha incontrato il Prefetto di Napoli per presentare le proposte del movimento. All’incontro inizialmente non era presente il Prefetto, ma il capo di Gabinetto: abbiamo preteso di interrompere l’incontro e attendere l’arrivo del Prefetto, perché ci sembrava importante confrontarci col massimo rappresentante sul territorio del Governo nazionale. Per cominciare abbiamo chiesto come il Governo intendeva rispondere ai punti presentati al termine della manifestazione del 5 dicembre: quali risposte ci sono state, nel frattempo? Risposte che giudichiamo insufficienti perché mancava nel documento, inviato dal Prefetto dopo la manifestazione, la richiesta di istituire tavoli istituzionali tematici, non veniva citato il tema del reddito minimo e in generale ci sembra che l’approccio del Governo sia stato in questi mesi di carattere ordinario, mentre a nostro avviso andrebbe riconosciuta la straordinarietà della crisi sociale che sta investendo Napoli, che richiederebbe di conseguenza interventi strutturali altrettanto straordinari. Non ci servono 250 militari: ci servono 250 maestri di strada, nuovi posti di lavoro, una proposta strutturale di rilancio della città. Le camorre vanno sconfitte sul piano sociale. Abbiamo ribadito come la creazione di un reddito minimo sia un provvedimento necessario e non più rinviabile per consentire alle fasce più deboli di emanciparsi dal ricatto della povertà e delle camorre. Sul tema della scuola e della proposta educativa, abbiamo chiesto nuovamente che le scuole dei quartieri difficili restino aperte per tutta la giornata e che sia messa in campo una rete di maestri di strada, valorizzando e sostenendo le esperienze positive già esistenti in tal senso. Lo lotta alla dispersione scolastica deve diventare una priorità del Governo nazionale e delle istituzioni locali. Su questa area tematica abbiamo ottenuto l’impegno del Prefetto a convocare entro dieci giorni un tavolo inter-istituzionale che affronterà nel dettaglio gli interventi da realizzare. Sul tema lavoro abbiamo provato a indicare una strada per creare nuove opportunità lavorative stabili e dignitose per chi vive a Napoli, e in particolare per i giovani. Pensiamo che si debba partire dalla valorizzazione delle potenzialità inespresse della nostra città, soprattutto dal grande patrimonio che sono i beni comuni del nostro territorio: partendo dal bene comune “città di Napoli”, che deve diventare oggetto di un grande progetto di rigenerazione urbana, passando per la valorizzazione delle opportunità offerte dal turismo e dalla cultura, dai beni confiscati alle camorre, o per esempio dalla valorizzazione dei terreni incolti che possono essere recuperati e destinati all’agricoltura. Su questo tema abbiamo ottenuto la convocazione di un tavolo inter-istituzionale al quale saranno invitati il ministero del Lavoro e gli enti locali. Sul tema sicurezza abbiamo sottolineato la responsabilità del Governo che, dopo le nostre segnalazioni, non ha provveduto a mettere in funzione le telecamere, come quella a Forcella. Se fosse stata messa in funzione i colpevoli dell’omicidio di Maikol Russo, forse sarebbero stati individuati. La prefettura, seppur ribadendo l’impegno per mettere in funzione i dispositivi di videosorveglianza, non ci ha fornito i tempi della messa in sicurezza. Rilanciamo infine la riunione degli attivisti di #UnPopoloInCammino per martedì prossimo alle 18 alla Sanità #Unpopoloincammino  
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PARLIAMO DI QUELLO CHE SERVE A NAPOLI…

Venerdì 19 febbraio alle 11 incontra il Prefetto di Napoli Venerdì 19 febbraio incontriamo nuovamente il Prefetto, per la prima volta dopo l’incontro in occasione della manifestazione del 5 dicembre. Al Prefetto chiederemo cosa abbia fatto il Governo rispetto alle nostre richieste consegnate il 5 dicembre su lavoro, scuola e sicurezza sociale. Dopo l’invio dei militari, il Governo ha intenzione di affrontare seriamente la questione camorre? Ci aspettiamo segnali concreti e immediati. A Napoli ci sono 250 militari in più. Il dibattito sulla loro utilità ci interessa poco: c'è chi dice che servono poco, chi dice che non servono affatto, chi dice che servono a qualcosa. A noi interessa di più parlare di COSA SERVE A NAPOLI: le camorre si combattono creando nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani, oppure aprendo le scuole al pomeriggio, tanto per cominciare... Se il Governo vuole sconfiggere la camorra deve combattere contro la povertà e l'esclusione sociale, contro la dispersione scolastica e la disoccupazione. Questa settimana hanno inviato a Napoli 250 militari... Noi chiediamo che la prossima settimana mandino a Napoli 250 maestri di strada! Non è una provocazione: sarebbe un segnale importante e concreto. Chiediamo che le scuole dei quartieri difficili della città restino aperte al pomeriggio. Chiediamo che si crei lavoro per i giovani di questa città: indichiamo anche una strada e delle proposte concrete, attraverso la valorizzazione dei beni comuni della città di Napoli, ovvero la cultura e il turismo, i terreni agricoli incolti, i beni confiscati alla camorra, la rigenerazione urbana. E chiediamo vera sicurezza, non interventi spot ma una politica di sicurezza che metta al centro la lotta alla povertà, un reddito minimo per le fasce più deboli della popolazione e la difesa dei servizi, a partire da quelli sanitari. Chiediamo un presidio delle forze dell’ordine efficace e “normale”, capace di garantire sicurezza e stabilire un rapporto di fiducia tra Stato e cittadini. Su questi punti chiediamo al Prefetto di convocare dei tavoli istituzionali con la presenza dei ministeri coinvolti e degli enti locali. La città di Napoli sta reagendo… Adesso è il momento che anche le istituzioni siano al fianco dei cittadini nella lotta contro le camorre. #Unpopoloincammino
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