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Si è parlato di immigrazione e delle tante libertà negate
“La
libertà è partecipazione”: questo è il filo conduttore dei dibattiti
che hanno animato le serate di sabato e domenica ai Molini. Tavole
rotonde che hanno visto alternarsi ospiti illustri per discutere di
tematiche particolarmente complesse e quanto mai attuali. La
questione dell’immigrazione e della violazione dei diritti dei
rifugiati è stata al centro dell’appuntamento di sabato sera.
Significativa e toccante la testimonianza di Ismael Niang, giovane
artista senegalese in Italia da cinque anni. Niang ha raccontato la
sua storia, ripercorrendo le difficoltà e i disagi che molto spesso
incontrano gli immigrati nel nostro paese. Dall’incontro è emersa
l’inadeguatezza della legge “Bossi-Fini” in materia di immigrazione
e di asilo e la situazione drammatica che vivono molti profughi nei
centri di permanenza temporanei, dove sono frequenti gli abusi di
potere da parte delle forze dell’ordine e le violenze.Decisivo anche
il contributo di Amnesty International. Secondo l’organizzazione per
i diritti umani le autorità italiane dovrebbero riconsiderare la
loro attuale politica, legislazione e prassi circa la detenzione, le
condizioni ed il trattamento dei migranti irregolari e dei
richiedenti asilo, assicurandone un adeguamento agli standard
internazionale dei diritti umani e del diritto dei rifugiati.
Presenti tra i relatori anche Annarita Balzano, responsabile dello
“Sportello Rosa”, la struttura che fa capo alla Cgil e che si occupa
anche di immigrazione, e i volontari dell’associazione “Le tribù”
per un commercio equo e solidale. “Le carenze istituzionali sono
evidenti – ha concluso Massimo Angrisani, dirigente del settore
Ormel –. È necessaria una politica che punti all’integrazione,
all’accoglienza e alla mediazione culturale”. “Le libertà negate”
sono invece state al centro dei discorsi di domenica nell’area
dibattiti con Corrado Severino, presidente della quarta sezione
penale della Corte di Cassazione, che ha aperto la discussione
affermando che in cinquant’anni di magistratura non si è trovato mai
ad applicare una legge ingiusta. Tommaso Delli Paoli, segretario
provinciale del sindacato della polizia di Napoli, ha sottolineato
poi il problema sicurezza nell’Italia Meridionale e l’impegno forte
della polizia. Oggetto della discussione anche la questione del
precariato dal punto di vista del lavoro e la mancanza di legalità.
“I giovani sono demotivati – ha affermato Ines Picardi, segretaria
della Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli –. La legge 30 ha
ampliato le fasce di precarietà ed una società che non punta sulle
giovani generazioni è destinata all’autodistruzione”.
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